Miele
Risalgono a tremila anni prima di Cristo le prime notizie di apicoltori egiziani che si spostavano lungo il Nilo per seguire la fioritura delle piante. Inoltre veniva usato in medicina per curare i disturbi digestivi e come componente di diversi unguenti per piaghe e ferite.
I sumeri preparavano creme di bellezza a base di argilla, acqua, miele e olio di cedro.
Per i greci il miele rappresentava una delle offerte di rito fondamentali in una componente cerimonia religiosa.

I romani ne consumavano talmente tanto da dover addirittura importarne da Creta, Cipro, Spagna e Malta.
Fasi di lavorazione del miele
Estrazione dei melari
Le api accumulano il miele prodotto nei favi contenuti nei melari. Al momento opportuno l’apicoltore decide di toglierli dall’arnia per portarli in laboratorio ed iniziare l’estrazione del miele. Questa fase comporta la necessità di togliere le api contenute nel melario.
Stoccaggio dei melari
Una volta tolti dalla loro posizione sopra l’arnia, i melari vengono portati in laboratorio ed accatastati. In questo momento è opportuno controllare il grado di umidità del miele con il mielometro. Se risultasse troppo umido occorrerebbe procedere alla fase di deumidificazione.
Disopercolatura
I favi dei melari sono generalmente con le cellette chiuse con un tappo di cera. Occorre togliere questo “tappo” per permettere al miele di fuoriuscire. Questa operazione viene effettuata manualmente con una apposita forchetta o coltello, oppure attraverso un procedimento meccanizzato grazie alla macchina disopercolatrice.
Smielatura
Una volta disopercolate le celle, i telaini vengono posti nello smielatore che, grazie alla forza centrifuga, fa fuoriuscire il miele. Dallo smielatore il miele viene convogliato nei maturatori.
Filtraggio
Il miele viene versato nei maturatori passando attraverso i filtri che raccolgono i residui di cera, i pezzi di ape e qualsiasi altro materiale fosse accidentalmente finito nel miele.
Decantazione
Nella fase di smielatura il miele acquista aria che viene eliminata nella fase di decantazione: nel maturatore il miele decanta e l’aria viene a galla sotto forma di bollicine che formano la schiuma.
Schiumatura
In questa fase viene eliminata la schiuma prodotta dalla fase di decantazione.
Invasettamento
Una volta tornato limpido per l’eliminazione dell’aria e prima che inizi la cristallizzazione il miele può essere messo nei vasetti.
Tipi di miele e proprietÃ
- Acacia: Viene prodotto un po’ in tutta Italia, nelle zone collinari, ma le Prealpi e la Toscana possono essere considerate le zone più produttive. Disintossicante del fegato, antinfiammatorio della gola e lassativo.
- Agrumi (arancio e limone): Le maggiori produzioni si hanno negli agrumeti meridionali ed insulari. Antispasmodico, sedativo, combatte l’ulcera.
- Castagne: Si produce in tutta l’Italia, dalle Alpi alla Sicilia, nelle zone di media montagna. Antispasmodico, astringente, favorisce la circolazione sanguigna; disinfettante delle vie urinarie, azione benefica sui reni e fegato.
- Eucalipto: Viene prodotto nell’Italia centro-meridionale, dove gli eucalipti sono stati piantati come siepi frangivento o per rimboschimento. Anticatarrale, antispasmodico, antiasmatico, calmante della tosse e antibiotico.
- Girasole: La produzione di miele di girasole è cresciuta negli ultimi anni, parallelamente alla diffusione della coltura, si hanno produzioni uniflorali sopratutto nel centro Italia. Febbrifugo, ricalcificante delle ossa, efficace contro il colesterolo e le affezioni della milza.
- Lavanda: Più che in Italia si produce in Francia e Spagna dove questa coltura è più diffusa. In Spagna e in Sardegna si produce anche miele dalla lavanda selvatica che ha caratteristiche diverse, con aroma meno intenso ma molto più fine. Analgesico, antispasmodico, antireumatico, battericida, antisettico, digestivo, diuretico, calma le bruciature e le punture di insetti.
- Melata d’abete: Prodotto nell’arco alpino e nell’Appennino tosco-romagnolo, è un dei più conosciuti ed apprezzati. Antisettico polmonare e delle vie respiratorie (bronchiti, tracheiti, asma, raffreddore. influenza).
- Rododendro: Viene prodotto solo in montagna, sull’arco Alpino ma con una produzione di miele incostante di anno in anno per via delle condizioni climatiche. Ricostituente, calmante dei centri nervosi, combatte l’artrite.
- Rosmarino: cura l’insufficienza epatica, la litiasi biliare, la cirrosi, la colite, combatte le astenie e l’affaticamento.
- Tarassaco: Viene prodotto all’inizio della primavera se le colonie di api sono sufficientemente sviluppate al momento di questa fioritura. Zone tipiche per questa produzione sono Lombardia e Piemonte. Diuretico, depurativo, astringente e epatoprotettivo.
- Tiglio: Viene prodotto sui tigli selvatici alle pendici delle Alpi, spesso in miscela con miele di castagno e sulle alberature di viali e parchi, se sufficientemente estesi. Sedativo, calmante, espettorante.
- Timo: Il miele di timo uniflorale si produce in Sicilia, nelle zone montuose dell’interno. Tonico, antisettico, calmante, disinfettante bronchi e intestino; indicato nelle influenze e nelle febbri.
- Corbezzolo: Questo miele particolare si produce in autunno in Sardegna, nell’Italia centrale e nella macchia mediterranea. Astringente e diuretico, efficace contro asma e raffreddore da fieno.
- Erba medica: Grosse produzioni sopratutto nella pianura Padana. Tonificante, antinfiammatorio.
- Erica: Chiamata in molte parti d’Italia “scopo”, è una specie dalla quale le api ricavano un ottimo miele. Dalla Liguria alla Calabria (e nelle grandi isole) si può produrre miele di erica in primavera, sulla tipica macchia mediterranea, significative quantità uniflorali si producono in Liguria, Toscana, Umbria e Sardegna. Diuretico, antireumatico, disinfettante delle vie urinarie, antianemico ricostituente.
- Millefiori: E’ il miele più comune perché estratto da una moltitudine di fiori che popolano i prati e i pascoli. Può essere di colore diverso da stagione a stagione perché i fiori sono diversi. E’ ricco di sostanze minerali ed è indicato, specialmente quello scuro, per anemie. Azione disintossicante del fegato.
In cucina il miele è un ingrediente più antico dello zucchero: si noterà infatti che la maggior parte dei dolci tradizionali, quelli che in tutte le regioni d’Italia si preparano e si consumano per le feste, soprattutto a Natale, contengono miele come componente insostituibile.






















