Se provate ad impastare due manciate di farina di segale con un po’ di acqua e poi mettete l’impasto vicino ad una fonte di calore, dopo tre giorni otterrete una pasta fermentata. In particolare vedrete delle bollicine che sembrano una schiuma.
Il suo aspetto vi sembrerà rovinato, ma in realtà con un po’ di fortuna è possibile farci anche il pane casereccio. Pane di segale ovviamente, oppure volendo, con l’aggiunta di farina di frumento, un pane misto.
Questo tipo di pasta fermentata infatti, è l’unico procedimento che riesca ad ammorbidire il pane fatto con la farina di segale. Il lievito soltanto non ce la farebbe. Ciò è reso possibile dalle proteine della segale che hanno bisogno di quei fermenti per poter lievitare. Precisamente dell’acido lattico. Questo è l’antico procedimento con cui i nostri antenati ottenevano la pasta lievitata. Inutile dire che oggi questi fermenti vengono prodotti o “coltivati” con metodi industriali, irrealizzabili altrimenti in casa.
La pasta fermentata risale a Read more »