La preparazione del pane sardo è un rito vero e proprio.
Le lavorazioni si sono conservate a lungo nei secoli e per questo la bontà è rimasta immutata. Anche se probabilmente quello più conosciuto commercialmente è il Carasau (o carta musica), forse non tutti sanno che quello più antico è in realtà il Su Pistoccu, un pane realizzato con farina di frumento e acqua. Tipico della zona della Barbagia e dell’Ogliastra, ormai è diffuso in tutta la regione ed è particolarmente gustoso preparato con pomodoro, origano, basilico e prezzemolo e leggermente scaldato in forno.
Come detto precedentemente, quello più popolare resta il Carasau, che deve il suo nome dalla Carasatura, uno speciale metodo di cottura che lo rende così croccante. E’ un pane di vecchia tradizione, preparato per essere facilmente trasportato e non soggetto a problemi di conservazione, i pastori infatti lo portavano nei loro spostamenti nella loro tipica tasca a tracolla. Per mangiarlo divinamente occorre ammollarlo in acqua salata, disporlo su un piatto ed alternarlo a sugo di pecorino.
Delle parti di Sassari invece, è tipica la Spianada, simile alla piadina romagnola, preparata con acqua e farina di ceci. Verso Cagliari, la tradizione si sposta sulla Civraxiu, cioè una pagnotta dalla crosta scura e la mollica tenera, fatto di un impasto di semola e farina, che si conserva per parecchi giorni.
Il Coccoetto invece, è un tipico pane di cui vanno pazzi i bambini fatto a forma di cornetto.
Prepariamo la ricetta del pane frattau:
per 4 persone:
8 fogli di pane carasau
4 uova
150g di pecorino stagionato
400g di salsa di pomodoro
1 litro di brodo
immergete per qualche secondo il pane carasau in metà brodo;
disponete i fogli su un vassoio, creando degli strati alternati con la salsa di pomodoro e il pecorino;
cuocete le uova in camicia nel brodo restante e distribuitele sul pane, con una spolverata finale di pecorino grattugiato;
servite subito.

