Ricettando

— ricette di cucina —


Parliamo di vino

Il vino, se da una parte è strettamente legato all’allegria, alle circostanze liete, ad una quiete alimentare e di benessere, dall’altra è un alimento ancora poco conosciuto in tutti i suoi pregi e difetti.

Quando al ristorante si pone la domanda: bianco o rosso? in realtà nasconde la mancanza di conoscenze sul significato organolettico proprio di ogni vino e, il più delle volte non viene soddisfatto il gusto del cliente, abbinando la qualità di vino al pasto che si deve consumare. Questione di prezzo a parte.

Le sue modifiche nel tempo

Accanto al binomio vino-allegria e vino-cibo, vi è un risvolto sociale non proprio piacevole, ma preoccupante ed importante, quale il fenomento dell’etilismo. Fin dalle sue origini, l’uomo ha sempre cercato infatti qualcosa che lo distraesse dalle preoccupazioni e dagli affanni della vita. Così, insieme alle coltivazioni di canapa indiana, tabacco etc… l’uomo fece uso di bevande alcooliche, fra le quali, nelle nostre zone tipicamente mediterranee e climaticamente favorevoli , prevalse il vino. Testimonianze del passato indicano già nel XVI secolo a.C. raffigurazioni e scene di vendemmie; all’epoca di Omero, circa il 1000 a.C., il vino era diffuso in Grecia ed anche i Romani lo avevano classificato in tre qualità secondo i loro metodi tecnologici di produzione.

Ma quel vino antico non era proprio come lo beviamo oggi: in primo luogo, era destinato solo alle classi elevate e secondo era molto pesante, liquoroso e sciropposo quando veniva lasciato al sole o nelle soffite a concentrare in anfore di creta, a volte con l’aggiunta di spezie e sostanze dolcificanti, come il miele.  Non si beveva infatti al naturale, ma diluito con acqua.

I moderni metodi di vinificazione iniziarono a svilupparsi solo dopo il XVIII secolo, ma le conoscenze scientifiche posero le basi solo con le scoperte di Pasteur. L’Italia, leader mondiale insieme alla Francia, vanta un consumo elevato dovuto al fatto che il vino è diventato un simbolo di amicizia e di allegria. Ma non bisogna dimenticarsi che l’acool produce effetti devastanti sull’organismo umano se consumato abitualmente in elevate quantità ed un danno sociale superiore a quello delle droghe, sia per diffusione che per insidiosità, in quanto i suoi effetti si verificano solo dopo lunghi tempi di assunzione.

Essere consapevoli dei pericoli per la salute dovuti all’abuso di alcoo implica uno sforzo maggiore nell’autolimitazione nel consumo di alcoolici in ambito famigliare, con un controllo maggiore negli adolescenti.

Il valore nutritivo

Il vino è una soluzione complessa, tanto che le sostanze presenti nella sua natura chimica non sono state del tutto identificate. Ad oggi, se ne conoscono circa 235, tra cui spiccano acqua, alcool etilico, sostanze coloranti, tannini, zuccheri, acidi organici e proteine, sali minerali e vitamine.

Se bevuto con moderazione, l’acool etilico è un composto ad azione farmacologica e un tonico per l’organismo, ma bisogna ricordare che la tolleranza all’alcool varia da individuo ad individuo in relazione a fattori come la dieta e lo stato di salute. In alcuni casi, il consumo del vino, soprattutto rosso, avrebbe effetti benefici nel fare aumentare l’HDL nel sangue, che veicola il colesterolo e i trigliceridi nel sangue.

L’importante è attenersi ad alcune regole di base e non superare una dose ragionevole: per una persona (sana) il consumo può essere di circa 3 bicchieri di vino al giorno (anche meno) che sono più o meno 350 Kcal. Importante consumarlo durante i pasti del giorno e della sera, in modo da consentire uno smaltimento equilibrato nelle 24 ore. L’uso eccessivo provoca invece danni all’apparato digerente e soprattutto a livello epatico, al sistema nervoso cetrale e alle arterie. Quindi, consumatene con moderazione e soprattutto vino di qualità.

2 Commenti

  1. Questo articolo è stato segnalato su ZicZac.it….

    Pregi e difetti del vino…

  2. upnews.it on ottobre 22nd, 2008

    Parliamo di vino…

    Vino, pregi e difetti…

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